Come la storia generò le loro menti, le loro menti generarono le idee. Non sono stati tutti per forza chissà quali particolari teste pensanti, né corrisposero tutti, necessariamente, alle solite descrizioni che di solito i libri di storia fanno dei grandi rivoluzionari. Ma una cosa è certa: combatterono. Nessuno li costrinse o li spinse a farlo e ognuno di loro sapeva, da una parte, a cosa sarebbe andato incontro. Eppure combatterono. Uomini e donne, aristocratici e borghesi, pazzoidi e vagabondi, militanti e poeti, scienziati e scrittori; queste grandi incarnazioni del vero progresso seppero sguainare le loro armi, quando veramente ce ne fu bisogno, e la cosa stupefacente fu che lo fecero in maniere totalmente diverse da persona a persona, in un modo totalmente e commoventemente singolare a seconda del cervello che ne regolava gli impulsi . Non si ridussero mai ad uccidere ciecamente e a torturare brutalmente, non fecero mai, mai come i loro nemici. Loro non erano oppressori, erano Uomini liberi fratelli di altri Uomini liberi, e da veri uomini liberi offesero e si difesero con l'arma più potente che un Uomo libero possiede: il sentimento. E allora Socrate parlò della "vera filosofia", Olympe de Geouges dell'uguaglianza fra uomini e donne, Emiliano Zapata della riforma agraria, le sorelle Bronte della primordialità della passione, Mohandas Karamchand Ghandi dell'indipendenza, Pier Paolo Pasolini del Nuovo Fascismo e Paolo Borsellino della lotta contro la mafia. Con il sentimento questi Grandi sollevarono folle, pubblicarono libri,modificarono geogragfie e annichilirono dittature. Soltanto con le loro emozioni più profonde, con la più naturale e spontanea ricerca di Giustizia e Verità. E chi siamo noi allora, se non i loro eredi più prossimi? Che cos'è questa generazione alienata, frammentata e incancrenita, se non il risultato sorridente di ogni battaglia consumatasi? Noi dobbiamo scrivere, informarci, farci valere! Perché questa società, da sola ( lo sappiamo), non farà mai davvero nulla per noi. Noi dobbiamo prendere esempio da questi straordinari obiettori di coscienza e creare e costruire tutto ciò che le nostre facoltà intellettive ci permettono di creare e costruire. Creare e costruire, non distruggere. Vi do quindi il mio più caloroso benvenuto all'interno di questo nostro piccolo e umile antro di libertaria produzione, di questa semplicissima careggiata di arte e collettività, augurandomi che anche voi, come noi, abbiate compreso il valore fondamentale che un solo pensiero può avere sia per il presente, sia per il futuro, e che la vostra passione ( o schifilitudine; chi lo sa) nel leggerci possa costituire uno dei tanti tasselli di un' opera ben più grande di queste poche righe mal scritte, erigendo, passo dopo passo, quell'ancora luminosa speranza che è ( e DEVE essere) la società del domani.
I dubbi te li crea la libertà
-Jim Morrison-
Scritto da: Idea
Indipendente(mente)
Ok, eccoci qui.
Questo è il nostro inizio.
Questo è il nostro spazio.
Questa è la nostra piccola libertà.
Un saluto a tutti. Grazie per aver trovato qualche minuto del vostro tempo per. . .fare qualcosa di diverso. Per partecipare, per sostenerci.
In questi tempi un pò balenghi troviamo di fondamentale importanza avere uno spazio totalmente libero per comunicare fra giovani, per esprimere pareri e idee, per imparare a confrontarsi nel rispetto reciproco e sviluppare quello spirito critico e quello sguardo attento che troppo spesso vengono a mancare in chi dovrebbe educarci alla vita. Dimostriamo di sapere cosa vogliamo, senza una direzione precisa (no, non è necessaria) ma con la voglia di fare un pò di strada insieme.
Se il mondo non ci da abbastanza spazio noi ce lo prendiamo. E quale mezzo migliore se non la scrittura, lo sfogo delle parole, l'uscita diretta dei nostri pensieri.
Ma niente retorica e poeteggiamenti, passiamo ai fatti.
Chiunque voglia pubblicare un post (intervista, poesia, testo di prosa, recensione ecc...) non esiti!
Basta inviarlo all'indirizzo e-mail: redazione.indipendentemente@gmail.com
e noi lo pubblicheremo entro breve, non per operare censura o revisioni quanto per una questione di sicurezza.
Se qualcuno fosse interessato a far parte della Redazione non esiti a scriverci; l'impegno richiesto (anche in quantità di ore) è minimo, basta avere tanta voglia di fare e tanto entusiasmo!
I commenti sono liberi e, salvo in caso di violazioni ben precise del codice di comportamento del blog, non verranno mai cancellati senza un valido motivo.
Questo spazio è un continuo work-in-progress, non lamentatevi se qualcosa non va, dateci una mano a migliorarlo ;-)
Le più grandi rivoluzioni culturali sono partite da questo: persone che sentivano il bisogno di parlare, di commentare la variegata realtà del mondo circostante, di essere protagonisti di qualcosa.
Siamo a una svolta. Siamo un'alternativa affermativa.
No, non siamo così profondamente megalomani da credere che un blog cambi il mondo, ma non sta forse nella forza della scintilla la grandezza del cambiamento?
Un saluto a tutti, seguiteci e partecipate attivamente!
La Direzione (o Redazione? o Concibolo di matti? o Regime totalitario? . . .oh insomma, Tutti noi!)
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No, non siamo così profondamente megalomani da credere che un blog cambi il mondo, ma non sta forse nella forza della scintilla la grandezza del cambiamento?
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Secondo me il rapporto che esiste tra libertà e storia si traduce più appropriatamente con il termine di "scelta". E’ la "scelta" che rende l’uomo veramente libero. Ma la libertà non si riduce ad essere una pia "illusione. Secondo Hegel le rivoluzioni hanno inizio dal pensiero. Un uomo disse :" mi inserii nella Resistenza perché nella Resistenza sentii, così, proprio d’istinto, sentii di ..., di trovare la guerra contro la guerra, insomma. In fondo per me la Resistenza significò questo."
RispondiEliminaNel corso della storia c’è sempre stato qualcuno a guidare le folle. Una volta raggiunto il potere, questo qualcuno negava gli stessi ideali di libertà che prima difendeva.
Coloro che, andati al potere in seguito a una rivoluzione che era stata condotta in nome delle libertà, rinnegano la propria ideologia fanno un torto a sé stessi e agli altri, ma non rispondono a un obbligo.
Premesso che il concetto di libertà é progredito nel corso della storia, come dobbiamo immaginare il nostro futuro? Un futuro nel quale gli uomini usano la loro libertà per convivere meglio o un futuro nel quale la libertà é nel caos?
Bello sto blog vedo che stiamo facendo dei miglioramenti nel campo della comunicazione e anche il primo commento molto bello purtroppo a me non me ne viene un altrettanto bello pero' sappiate che sono fiero di voi e che oggi o ieri?vabbe' insomma abbiamo fatto un grande passo
RispondiEliminaC'è la diffusa credenza che non abbiamo più nulla per cui combattere.
RispondiEliminaI giovani pensano di avere tutto, eppure sono alla costante ricerca di qualcosa che li faccia evadere dalla realtà. Perchè?
Noi non abbiamo dovuto lottare per la vita, come i nostri predecessori. Noi non abbiamo patito guerre, e la fame, e gli stenti.
Noi siamo nati in suolo repubblicano.
Abbiamo un'identità e non veniamo perseguitati per quella.
Eppure ci ritroviamo a dover lottare. Lottare perchè è giusto, lottare in ogni momento per costruire un futuro diverso dal nostro presente, lottare non più per la pagnotta mensile quanto per la libertà e la giustizia e i valori. Lottare per affermare e affermarci, per non cadere come tanti.
No, non abbiamo tutto.
Abbiamo i mezzi per ottenerlo.
Lottare per essere noi stessi alla fine e poterci realizzare come singoli
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