Indipendente(mente)

Ok, eccoci qui.
Questo è il nostro inizio.
Questo è il nostro spazio.
Questa è la nostra piccola libertà.
Un saluto a tutti. Grazie per aver trovato qualche minuto del vostro tempo per. . .fare qualcosa di diverso. Per partecipare, per sostenerci.
In questi tempi un pò balenghi troviamo di fondamentale importanza avere uno spazio totalmente libero per comunicare fra giovani, per esprimere pareri e idee, per imparare a confrontarsi nel rispetto reciproco e sviluppare quello spirito critico e quello sguardo attento che troppo spesso vengono a mancare in chi dovrebbe educarci alla vita. Dimostriamo di sapere cosa vogliamo, senza una direzione precisa (no, non è necessaria) ma con la voglia di fare un pò di strada insieme.
Se il mondo non ci da abbastanza spazio noi ce lo prendiamo. E quale mezzo migliore se non la scrittura, lo sfogo delle parole, l'uscita diretta dei nostri pensieri.
Ma niente retorica e poeteggiamenti, passiamo ai fatti.
Chiunque voglia pubblicare un post (intervista, poesia, testo di prosa, recensione ecc...) non esiti!
Basta inviarlo all'indirizzo e-mail: redazione.indipendentemente@gmail.com
e noi lo pubblicheremo entro breve, non per operare censura o revisioni quanto per una questione di sicurezza.
Se qualcuno fosse interessato a far parte della Redazione non esiti a scriverci; l'impegno richiesto (anche in quantità di ore) è minimo, basta avere tanta voglia di fare e tanto entusiasmo!
I commenti sono liberi e, salvo in caso di violazioni ben precise del codice di comportamento del blog, non verranno mai cancellati senza un valido motivo.
Questo spazio è un continuo work-in-progress, non lamentatevi se qualcosa non va, dateci una mano a migliorarlo ;-)
Le più grandi rivoluzioni culturali sono partite da questo: persone che sentivano il bisogno di parlare, di commentare la variegata realtà del mondo circostante, di essere protagonisti di qualcosa.
Siamo a una svolta. Siamo un'alternativa affermativa.
No, non siamo così profondamente megalomani da credere che un blog cambi il mondo, ma non sta forse nella forza della scintilla la grandezza del cambiamento?
Un saluto a tutti, seguiteci e partecipate attivamente!
La Direzione (o Redazione? o Concibolo di matti? o Regime totalitario? . . .oh insomma, Tutti noi!)

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martedì 22 marzo 2011

Se solo fosse vero

"Quando hai trascorso una bella giornata,ti sei alzato presto per accompagnarmi a pescare,hai corso e hai lavorato nel roseto con Antoine,la sera sei stanco e alla fine,tu che odi andare a letto,sei felice di infilarti sotto le lenzuola per dormire.


Quelle sere non hai paura di addormentarti.

La vita è un po' come queste giornate.Poichè è cominciata presto,si è abbastanza tranquilli nel dirsi che un giorno si riposerà.Forse perchè con il tempo il corpo rende le cose meno facili.Tutto diventa più difficile e faticoso e allora l'idea di dormire per sempre non fa più paura come prima."


Questo è un breve passo del libro "Se solo fosse vero" ( dal quale è stato tratto l'ononimo film),in queste righe una mamma malata di cancro spiega al figlio di 7 anni che cos'è la morte.Per me queste parole uscite dalla penna di Marc Levy sono molto utili,aiutano a osservare la tanto temuta morte da un punto di vista totalmente diverso. La morte è sempre stata qualcosa di inaccettabile e sempre lo sarà, ci separa dalle persone a noi care,è una fine alla quale noi non possiamo associare un inizio. Dalle mie parole si potrà capire che non credo in Dio,ma questo sarebbe un discorso troppo lungo...

Ritornando al libro oggi,per la prima volta dopo anni,ho riflettuto che per alcuni malati la morte è davvero l'unica "salvezza";per tutte quelle persone che combattono battaglie perse contro malattie mortali può addirittura essere un sollievo. Io sfortunatamente ho visto questa situazione da vicino,ma questo frase mi ha fatto davvero capire lo stato d'animo di certe persone ed è per questo che la ritengo così importante da pubblicarla sul blog.

Lulli.

2 commenti:

  1. lo ritengo davvero un bel modo per spiegare la morte...senza temerla più...

    Yune

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  2. La battaglia più dura è la malattia, hai ragione.
    Però è una vittoria il modo in cui molte persone l'affrontano.

    Un abbraccio,

    ;SignorinaPrimavolta

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