Indipendente(mente)

Ok, eccoci qui.
Questo è il nostro inizio.
Questo è il nostro spazio.
Questa è la nostra piccola libertà.
Un saluto a tutti. Grazie per aver trovato qualche minuto del vostro tempo per. . .fare qualcosa di diverso. Per partecipare, per sostenerci.
In questi tempi un pò balenghi troviamo di fondamentale importanza avere uno spazio totalmente libero per comunicare fra giovani, per esprimere pareri e idee, per imparare a confrontarsi nel rispetto reciproco e sviluppare quello spirito critico e quello sguardo attento che troppo spesso vengono a mancare in chi dovrebbe educarci alla vita. Dimostriamo di sapere cosa vogliamo, senza una direzione precisa (no, non è necessaria) ma con la voglia di fare un pò di strada insieme.
Se il mondo non ci da abbastanza spazio noi ce lo prendiamo. E quale mezzo migliore se non la scrittura, lo sfogo delle parole, l'uscita diretta dei nostri pensieri.
Ma niente retorica e poeteggiamenti, passiamo ai fatti.
Chiunque voglia pubblicare un post (intervista, poesia, testo di prosa, recensione ecc...) non esiti!
Basta inviarlo all'indirizzo e-mail: redazione.indipendentemente@gmail.com
e noi lo pubblicheremo entro breve, non per operare censura o revisioni quanto per una questione di sicurezza.
Se qualcuno fosse interessato a far parte della Redazione non esiti a scriverci; l'impegno richiesto (anche in quantità di ore) è minimo, basta avere tanta voglia di fare e tanto entusiasmo!
I commenti sono liberi e, salvo in caso di violazioni ben precise del codice di comportamento del blog, non verranno mai cancellati senza un valido motivo.
Questo spazio è un continuo work-in-progress, non lamentatevi se qualcosa non va, dateci una mano a migliorarlo ;-)
Le più grandi rivoluzioni culturali sono partite da questo: persone che sentivano il bisogno di parlare, di commentare la variegata realtà del mondo circostante, di essere protagonisti di qualcosa.
Siamo a una svolta. Siamo un'alternativa affermativa.
No, non siamo così profondamente megalomani da credere che un blog cambi il mondo, ma non sta forse nella forza della scintilla la grandezza del cambiamento?
Un saluto a tutti, seguiteci e partecipate attivamente!
La Direzione (o Redazione? o Concibolo di matti? o Regime totalitario? . . .oh insomma, Tutti noi!)

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giovedì 17 marzo 2011

Meanwhile in the world. . .

- La centrale nucleare di Fukushima Daiichi è priva del sistema di raffreddamento, il nocciolo di uranio è esposto all'aria, i fusibili si fondono, i reattori esplodono, emette radiazioni potenzialmente mortali per l'uomo.
- Un terremoto di magnitudo 8.9 ha colpito il Giappone innescando uno tzunami con onde alte 15 metri, provocando uno spostamento dell'asse terrestre di 10 cm.
- La Francia si prepara ad attaccare la Libia, posizionando i propri aerei da guerra nelle basi militari italiane. Gheddafi si dice propenso allo scontro.
- In Africa 19 stati e 48 tra milizie-guerriglieri e gruppi separatisti sono coinvolti in guerre/conflitti armati;
  in Asia 13 stati e 56 milizie-guerriglieri
  in Europa 9 stati e 21 milizie-guerriglieri
  in Medio Oriente 7 stati e 46 milizie-guerriglieri
  nelle Americhe 3 stati e 11 milizie-guerriglieri
- A marzo nel Sud del Sudan ci sono stati centinaia e forse migliaia di morti negli scontri fra l'esercito e i combattenti ribelli
- L'Italia discute sul nucleare, c'è pericolo di brogli al referendum, vincerà il sì.
- A Bahrein ancora scontri, viene fatto fuoco sui manifestanti. Molte donne e bambini.
- Morti altri bambini in un campo nomadi nella provincia di Milano. Costretti a vivere senza gas.


Bene. Mi si è appena rovesciata la bottiglietta dello smalto. Suppongo che sopravviverò. Mi si è anche rotto un piede, suppongo che sopravviverò. Fatico ad accettare una rottura importante, suppongo che sopravviverò. Ho perso un caro amico, suppongo che sopravviverò. Ho grandi problemi familiari, suppongo che sopravviverò. Ho finito un bel libro, suppongo che sopravviverò.
E' ammirabile la preoccupazione che ostentiamo noi giovani occidentali per fatti del tutto irrilevanti.
Ma sarebbe ipocrita e stupidamente retorico pensare di non badare più ai propri problemi paragonandoli ai "mali del mondo". Noi siamo qui e ora e dobbiamo impegnarci il più possibile per essere felici.
Solo potremmo ritagliare un pò di tempo per riflettere sul mondo, su ciò che ci succede intorno, su chi sta davvero male e non può cambiare la propria vita.
Noi siamo giovani, abbiamo davanti ogni possibilità, e tutto quello che ora ci sembra terribile probabilmente è solo una spinta a costruire un futuro diverso e migliore.
Gli amori finiscono, le scopate sono troppo brevi, i soldi mancano, gli amici feriscono, le droghe bruciano, l'alcool finisce sempre prima delle lacrime, i brutti voti arrivano, i sorrisi latitano, le nuvole coprono, i trucchi mascherano, le parole ingannano, le feste deprimono.
Tanto vale vivere.
Perchè è tutto qui, non sta la nostra sopravvivenza ma la nostra essenza nel desiderio di vivere una vita che sia degna di essere vissuta. Con foga e passione. Per tutti quelli che non possono farlo.


Affettuosamente insonne, NonnaPapera

2 commenti:

  1. bellissimo post.
    viviamo e in qualch modo tutto andrà bene. Penso, spero.

    Hope for japan, hope for world.

    Yune

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  2. Hai ragione, bisogna sopravvivere, è l'unica cosa che ci è rimasta.
    I giovani d'oggi non hanno più la speranza, non sanno più sognare un mondo nuovo, un mondo nel quale LORO comandano, essendo i protagonisti di questo vortice di disperazioni.
    Spesso anche io mi critico, lo faccio molto spesso data la alta\bassa considerazione che ho di me, e mi chiedo perchè piango per un "ragazzo" che mi ha ferito, mentre metà del mondo muore e l'altra metà lotta per sopravvivere.
    La parte di me adolescente mi chiarisce il problmema in due punti, forse "giustificando" il comportamento di molti:
    1) siamo ragazzi.
    2) se una cosa non la vivi sulla tua pelle, non capisci pienamente.

    Boh. Non ha una vera concusione il mio discorso.
    Un saluto riflessivo,

    ;SignorinaPrimavolta

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