Indipendente(mente)

Ok, eccoci qui.
Questo è il nostro inizio.
Questo è il nostro spazio.
Questa è la nostra piccola libertà.
Un saluto a tutti. Grazie per aver trovato qualche minuto del vostro tempo per. . .fare qualcosa di diverso. Per partecipare, per sostenerci.
In questi tempi un pò balenghi troviamo di fondamentale importanza avere uno spazio totalmente libero per comunicare fra giovani, per esprimere pareri e idee, per imparare a confrontarsi nel rispetto reciproco e sviluppare quello spirito critico e quello sguardo attento che troppo spesso vengono a mancare in chi dovrebbe educarci alla vita. Dimostriamo di sapere cosa vogliamo, senza una direzione precisa (no, non è necessaria) ma con la voglia di fare un pò di strada insieme.
Se il mondo non ci da abbastanza spazio noi ce lo prendiamo. E quale mezzo migliore se non la scrittura, lo sfogo delle parole, l'uscita diretta dei nostri pensieri.
Ma niente retorica e poeteggiamenti, passiamo ai fatti.
Chiunque voglia pubblicare un post (intervista, poesia, testo di prosa, recensione ecc...) non esiti!
Basta inviarlo all'indirizzo e-mail: redazione.indipendentemente@gmail.com
e noi lo pubblicheremo entro breve, non per operare censura o revisioni quanto per una questione di sicurezza.
Se qualcuno fosse interessato a far parte della Redazione non esiti a scriverci; l'impegno richiesto (anche in quantità di ore) è minimo, basta avere tanta voglia di fare e tanto entusiasmo!
I commenti sono liberi e, salvo in caso di violazioni ben precise del codice di comportamento del blog, non verranno mai cancellati senza un valido motivo.
Questo spazio è un continuo work-in-progress, non lamentatevi se qualcosa non va, dateci una mano a migliorarlo ;-)
Le più grandi rivoluzioni culturali sono partite da questo: persone che sentivano il bisogno di parlare, di commentare la variegata realtà del mondo circostante, di essere protagonisti di qualcosa.
Siamo a una svolta. Siamo un'alternativa affermativa.
No, non siamo così profondamente megalomani da credere che un blog cambi il mondo, ma non sta forse nella forza della scintilla la grandezza del cambiamento?
Un saluto a tutti, seguiteci e partecipate attivamente!
La Direzione (o Redazione? o Concibolo di matti? o Regime totalitario? . . .oh insomma, Tutti noi!)

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domenica 6 marzo 2011

"Il discorso del Re" mi ha fatto pensare molto

Credo che molti sappiano che di recente, circa un mese fa, è uscito un film intitolato "Il discorso del re" che ha come protagonista Re Giorgio VI interpretato dal grande Colin Firth. Ora non voglio farvi una lezione di storia ma ricapitoliamo un attimo la trama del film che porta a raccontare qualcosa di realmente accaduto : Dopo la morte di Re Giorgio V e l'abdicazione di  Edoardo VIII , "Bertie" viene incoronato Re Giorgio VI d'Inghilterra.
Il suo paese era oramai sull'orlo della Seconda Guerra Mondiale e aveva disperatamente bisognoso di un leader, ma Giorgio VI aveva un "difetto" che portava lontano dall'idea di "leader" ; egli infatti aveva un serio problema di balbuzie. Ed è su questo che la trama del film gira. Sua moglie, Elisabetta (nel film interpretata dalla fantastica Helena Bonham Carter), la futura Regina Madre, organizza al marito un incontro con l'eccentrico logopedista Lionel Logue che l'attore Geoffrey Rush interpreta incantevolmente. Dopo un inizio burrascoso, i due si mettono alla ricerca di un tipo di trattamento non ortodosso, finendo col creare un legame indissolubile.
Ed è proprio la balbuzie combattuta che ha reso migliore il Re: egli infatti AMMETTE di avere un problema , non subito però, ma accetta di farsi aiutare anche  in modi apparentemente ridicoli.
In più sono rimasta colpita dal modo di curare il paziente che il logopedista Lionel attua nei confronti del Re ; in primis egli chiede a Giorgio VI (anche se non era ancora re ma solo principe) di chiamarsi per nome l'un l'altro, e così sarà;in secondo luogo dalla calma e dalla voglia di aiutare che quest'uomo aveva nei confronti di un uomo cocciuto e involontariamente viziato qual era "Bertie".
Quindi mi ha molto commosso vedere che esistono davvero persone che svolgono un lavoro non per il denaro o per la gloria, ma per il puro piacere di aiutare, di contribuire a qualcosa di concreto.
E non parlo solo di medici, logopedisti o mansioni che hanno a che fare con l'uomo in se e per se di vario tipo, ma anche , per esempio, al muratore: egli infatti sa che costruirà qualcosa per qualcuno e solo questo dovrebbe rendere migliore svolgere il lavoro. Ma io sono una fottuta sognatrice ;)
Comunque tornando alla questione sulla quale il film mi ha fatto molto pensare, vorrei scrivervi un mini pezzo di giornale tratto da "Leggo", uno dei tanti quotidiani gratuiti. Ciò di cui voglio parlarvi è un articoletto scritto da un giornalista balbuziente che ha rivisto in Bertie se stesso. Egli infatti scrive , dopo una riflessione sul film : "La balbuzie va affrontata per quello che è, non come un problmema. Ci vuole spirito forte, come in ogni cosa della nostra vita [...]. Chi balbetta canti che gli passa. Lasciatevelo dira da me. Sono un balbuziente ogni ora, ogni giorno. Un balbuziente che vive anche di parole. Fieramente".
Non trovate che le ultime due frasi siano fantastiche? Intendo da un balbuziente a fieramente. Diamine, in questa frase non si parla solo chi ha difficoltà nell'espressione linguistica ma di qualunque persona che è in difficoltà. L'autore di questo articolo (V. Marchioni) ci vuol far capire che i muri vanno oltrepassati e, se necessario, qualcuno deve darci una spinta, una scala. Quindi non abbiate timore mai di nulla, c'è una soluzione a tutto.
Questo film, in inglese "The king's speech", non per niente è stato pluripremiato agli Oscar nelle categorie "Miglior film" , "Miglior regia" e "Miglior attore protagonista" .
Bisognerebbe ci fossero più film del genere  e meno cinepanettoni che vi tritano i cervelli con battute scadenti, seni all'aria e sesso, sesso, sesso ovunque sesso. Non che io sia contro  ai rapporti sessuali, per carità, ma penso sia una cosa privata, non di dominio pubblico. Ma siamo qui a fare un altro discorso.
Quindi, per il vostro bene, informatevi di più, abbiate più interesse a coltivare la vostra mente e non pensate esclusivamente a quanto è bello andare tutti i sabato sera in discoteca. Qualche volta rimanete a casa, magari con le amiche, a leggere un bel libro. La vita è una sola, come dicono i giovani d'oggi, no?
E allora cercate sia di divertirvi, sia di acculturarvi.
Io ci riesco, e non sono nulla in più di voi.
.



Vi invito a ragionare e a leggere quello che è qui sopra scritto e a dire la vostra.
Vi abbraccio,

;SignorinaPrimavolta

2 commenti:

  1. Un bellissimo invito e una bellissima interpretazione di questo film che, purtroppo, non ho ancora potuto vedere!!

    Un abbraccio fortissimissimo!!!

    Sayonara

    Yune

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  2. Ti consiglio di vederlo, è fantastico **
    E grazie.

    Ricambio l'abbraccio **

    ;SignorinaPrimavolta

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